IL PIANOFORTE

Generalmente l’idea di acquistare un pianoforte, da parte di un neofita, comincia con una blanda raccolta di dati  su marche, modelli, caratteristiche e prezzi, spesso imprecisa e poco attendibile, palesata dalla dichiarazione: " io non ne capisco nulla ". A tale affermazione seguono spesso una serie di preconcetti e vari "sentito dire" che scoraggiano i tentativi di informazione da parte di chi, come noi, ha vissuto una vita al servizio di questo amabile strumento e pongono una fastidiosa barriera, che confina lo studio e l'oggettiva valutazione nel fastidioso ed inopportuno contenitore dei punti di vista.

Certamente, il Rivenditore, se é  un “appassionato" oltre che "preparatore di pianoforti”, cercherà di illustrare al meglio tutti gli elementi utili per arrivare alla scelta dello strumento più idoneo, a seconda del caso,per mezzo di due possibilità :
- trovare nel potenziale acquirente un ascoltatore affascinato dal tipo di “formazione tecnico-culturale” che sta ricevendo;
- avere a che fare con chi non intende ascoltare e con persone alle quali non importa nulla fuorchè il prezzo più conveniente od il colore del mobile.

Questa é la realtà con la quale ci si scontra nel quotidiano, del resto, mi chiedo come si possa essere realmente informati su uno strumento di tale complessità e precisione del movimento come il pianoforte, che ho sempre definito “una scatola magica”, se questo meraviglioso mondo è solitamente esplorato da pochi appassionati e competenti.

Nel pianoforte, la lunghezza del suono e la sua timbrica, la tastiera con un tocco più o meno veloce e sensibile, l'accordatura e l'intonazione, sono gli elementi fondamentali che, se ben regolati, creano quelle differenze che spesso fanno innamorare i musicisti.

Ed é proprio l’incontro tra tecnico preparatore e pianista il momento più delicato. Prova e riprova, quest'ultimo saggia le caratteristiche dello strumento esplicitando dubbi, apprezzamenti e compiacimento per ciò che è gradito, ma qualcosa può non piacere. Il musicista, talvolta, non sa spiegarlo. In questi casi risulta prezioso il consiglio del Tecnico, il quale dovrà capire l’esigenza ed il gusto personale per “confezionare” un pianoforte “su misura”.
Nasce così il momento in cui il tecnico-preparatore con pazienza, e dedizione inizia la “preparazione”. Si mette pertanto "a nudo" la meccanica, si controllato ogni sua parte, si interviene sull'intonazione dei martelletti, sulla registrazione dei movimenti e infine, per ultimo, sull’accordatura. Queste sono operazioni molto delicate e complesse che richiedono esperienza e manualità poichè, se eseguite in maniera approssimativa, non conferiscono al pianoforte quel quid in più e il alcuni casi rischiano di compromettere la bontà dello strumento.

Al termine della “preparazione”, eseguita a “regola d'arte “, le caratteristiche fondamentali del timbro risultano plasmate, anche mutate; il tocco migliorato, la timbrica adattata al gusto del pianista così da  avere ottenuto “colori”  più o meno brillanti o morbidi.
Ora è il momento in cui il pianoforte è riprovato dallo stesso pianista che, alla fine, chiederà: “ma che gli hai fatto? Sembra un altro pianoforte! Ha proprio il suono che piace a me”.


La “preparazione” (altra sconosciuta), ecco cosa è stato fatto. Adesso è uno strumento preparato, pronto per essere suonato.
Ogni pianoforte ha le proprie potenzialità: sta al “preparatore” capire quali esse siano e trovare la maniera per tirarle fuori tutte, facendo in modo che lo strumento possa rendere al meglio. Perciò reputo che, tra le esperienze più affascinanti ed appaganti per me, si possano collocare le preparazioni dei pianoforti utilizzati per le incisioni: l’adattamento del timbro all’acustica dell’ambiente, la ricerca del suono più ricco e con i colori che ben si accordano agli altri strumenti del gruppo (se ve ne sono) o che meglio rappresentano il genere musicale da interpretare…

E proprio ascoltando i pareri ed i desideri dei musicisti che incontro e, confrontandomi sovente con altri colleghi tecnici, resta sempre viva la voglia di ampliare le mie conoscenze ed arricchire la mia arte… così, quando mi trovo davanti ad un pianoforte, lo saggio, lo ascolto, lo tocco fino a capire cosa “LUI” vuole da me per diventare quella “scatola magica” in grado di emozionare il suo pianista… 


Cesare Talamo 

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